Il Bisogno di Purificare il Mondo da Alcune Categorie Umane Collegate Con il Male: LA CACCIA ALLE STREGHE

Performance di Storia sociale
“IL BISOGNO DI PURIFICARE IL MONDO DA ALCUNE CATEGORIE UMANE COLLEGATE CON IL MALE:
LA CACCIA ALLE STREGHE”

La performance è stata presentata più volte nell’ambito di progetti culturali, in luoghi istituzionali, gallerie e musei.
Ha dato luogo a una nota storica di postfazione all’interno del testo “IRATAE” piéce teatrale di Antonella Rizzo e Maria Carla Trapani, editore FUSIBILIALIBRI.
TESTO
“IL BISOGNO DI PURIFICARE IL MONDO DA ALCUNE CATEGORIE UMANE COLLEGATE CON IL MALE:
LA CACCIA ALLE STREGHE”

La storia della stregoneria è un fenomeno collettivo che appartiene alla storia sociale. Accanto agli avvenimenti naturali e storici propriamente detti, il peso della mentalità collettiva concede un punto di vista e uno spessore più ampio.
In tale campo storico vengono vagliate, accanto alle fonti scritte dirette (atti dei processi), fonti indirette e diverse come le feste popolari, le canzoni, le fiabe.
E’ una storia dal basso.
La stregoneria è la storia di una struttura mentale che ha una grande profondità e una lunga durata. La struttura è un insieme di fattori che condizionano un andamento storico nel lungo periodo e che mutano lentamente.
Essa ha un substrato magico. La magia è un fenomeno remoto, precede le religioni classiche. Diventa un fatto culturale in età ellenistica.
Esiste una magia dotta e una magia popolare.
Nell’ambito della magia dotta, possono essere collocate l’Alchimia e l’Astrologia.
La magia popolare si tiene su una visione dinamica dell’universo, attribuendo a singole persone la capacità di imbrigliare le forze naturali.
Nella stregoneria si parla di un qualche coinvolgimento di “esseri soprannaturali”, fino ad arrivare a considerarsi stregoneria diabolica/patto con il diavolo (dal 1200) e caccia alle streghe (dal 1450 al 1750 circa).


Ci sono tre elementi da considerare nel concetto cumulativo di stregoneria:
1) un ruolo particolare della donna, pericoloso e minaccioso per vicende storiche e generazionali;
2) credenza che nella società esista una controsocietà: persone dedite ad azioni contrarie rispetto alla pratica comune a cui si attribuiscono crimini orrendi che, perpetrati, metterebbero in pericolo la struttura sociale;
3) dal mondo antico e poi medievale, i Demoni. Demone in greco significa creatura intermedia tra divinità e uomo. L’Antico testamento non concede molto spazio a Satana, ma scritti successivi parlano di Demoni come angeli precipitati dalla posizione che occupavano, per distrarre i credenti dall’adorazione di un unico Dio. Il concetto deriva da elaborazioni complesse che storicamente cambiano fino a divenire inquietanti ossessioni.
La caccia alle streghe ha una durata più breve rispetto alla stregoneria.
E’ un modo di fare storia della donna.
Dall’antichità esistono tutta una serie di figure femminili di riferimento che hanno in mano il destino dell’universo: la Dea Madre, le Matres Parcae, le Erinni, le Eumenidi, le Arpie, le Vestali, Circe, Calypso, le Sirene, le Amazzoni. Un ordine morale assicurato da queste figure femminili, accanto alle divinità, però quasi sempre in senso negativo e con cognizione sessuofobica.
Una mentalità androcentrica era presente nel mondo greco-romano. Il primo cristianesimo si presentò come religione universale. Non c’era più differenza tra greco e giudaico, schiavo e libero, uomo e donna.
Nelle lettere di San Paolo, però, riemerge l’inferiorità della donna “In alcuni periodi non può predicare perché impura…”.
Sant’Agostino, Vescovo di Ippona, afferma che “L’uomo riflette l’anima e quindi l’immagine di Dio, la donna il corpo.” Il corpo la porta vicino all’ambiente naturale, per questo la donna è un essere più sensitivo che razionale. Animale. La conclusione è che deve essere sottomessa all’uomo.
San Tommaso D’Aquino va oltre questa concezione affermando “Solo l’uomo esercita un ruolo positivo, la donna è un ricettacolo. Non esiste che un solo sesso, quello maschile. La donna è imperfetta.” Il risultato è che deve obbedire all’uomo che pensa e dispone di un sesso.
Nell’XI secolo, per una vicenda legata a ragioni economiche e sociali, si impone il celibato sacerdotale. Nasce la paura verso la donna, vista come tentatrice e peccatrice. Visione sessuofobica.
Paura, paura, paura.
Nel XIII secolo è insita la paura di una controsocietà. Dal mondo antico arrivano echi di riti, dai baccanali alle religioni misteriche. Sembra che questi cerimoniali siano stati introdotti da gruppi di donne. Prima si svolgevano di giorno, poi di notte. Ebbrezza, promiscuità (anche fra adulti e bambini), vittima sacrificale, gli elementi peccaminosi. Fu organizzata l’Inquisizione papale e fu introdotta la tortura come mezzo per raggiungere la confessione nei processi, strettamente collegata al processo inquisitorio, legato a sua volta al diritto romano.
Paura, paura, paura.
XIV secolo, la peste nera imperversa in Europa. Paura del contagio.
Paura, paura, paura.
XV secolo d. C., Concilio di Costanza, grande scisma d’Occidente. Paura dello straniero. Guerra dei cento anni e guerra delle due rose. 1487 esce la pubblicazione Malleus Maleficarum (Martello delle streghe).
Paura, paura, paura.
XVI secolo, riforma protestante, frattura nella Chiesa di Roma. Eresia di massa. Aumento della popolazione. Diminuisce il lavoro. Disagi sociali. Nel 1542, Paolo III, con la Bolla "Licet ab Initio", istituisce la "Sacra Congregatio Romanae et Universalis Inquisitionis seu Sancti Officii" (Sant'Uffizio).
Paura, paura, paura.
XVII secolo, peste bubbonica imperversa in Europa. Paura del contagio.
Paura, paura, paura.
XVIII secolo, Illuminismo. Rivoluzione francese. Chiusura dei tribunali per i processi alle streghe.
Nel Medioevo si passò dal processo accusatorio al processo inquisitorio. Il processo accusatorio si inseriva in un contesto feudale, impregnato di simbologie magico-religiose. Nel caso ci fossero stati dei dubbi sulla colpevolezza della persona, ci si affidava al giudizio di Dio, attraverso le prove dell’Ordalia. Questo sistema restò in vigore fino all’XI secolo, secolo in cui si sostituì, gradualmente, con il sistema inquisitorio.
Si inserirono le figure dei magistrati. Si introdusse lo strumento della tortura per arrivare alla verità, che divenne una necessità.
Dapprima si inserì nei tribunali ecclesiastici e poi in quelli civili. La documentazione del sabba è legata all’introduzione della tortura.
La credenza che le streghe facessero patti con il Diavolo era accompagnata, sovente, dall’adorazione del Diavolo stesso. Il sabba delle streghe, agli inizi dell’età moderna, presentava una forte enfatizzazione erotica e comportava l’infanticidio cannibalistico. Le streghe volavano per raggiungere, di notte, i loro luoghi di ritrovo, dopo essersi spalmate di unguenti. Prodotti questi di un folklore innocuo. Danze, banchetti, orge, atti blasfemi, osceni, nefandi.
Paura, paura, paura.
Il concetto cumulativo di stregoneria e la sua capillare diffusione, è un’elaborazione di persone dotte.
Sulla base di statistiche e della, seppur, scarsa documentazione, abbiamo un 75% di donne processate. Donne, prevalentemente, anziane, appartenenti ai ceti più deboli e provenienti dalle campagne. Maggiormente sospettate donne non coniugate o vedove, in quanto viste come bramanti di desiderio e incolpate di rapporti sessuali con il Demonio. L’irritabilità, la solitudine, le stravaganze potevano dare adito a sospetti e accuse.
Nel ‘500 e, ancor di più, nel ‘600 abbiamo, verosimilmente, un gran numero di donne sole. Nei periodi di crisi il matrimonio è posticipato. Le donne restano vedove molto presto, a causa di guerre. I contagi colpivano molto di più gli uomini a causa della mobilità.
Quello che fa più paura, è una donna non controllata dal padre o dal marito.
E’ un essere che deve essere regolato e governato.
Paura, paura, paura.
La ragione di queste manifestazioni, si spiega nella percezione primitiva di certi fenomeni legati al mondo femminile. Esiste un sostrato comune, a prescindere dalla religione professata.
La generale “dimestichezza” con il mondo naturale, la cura delle malattie, la nascita dei bambini, il rapporto con la notte, il ciclo lunare e il ciclo mestruale…
Di junghiana memoria il concetto di esistenza di uno strato di inconscio individuale e collettivo, in cui sono presenti le esperienze primordiali dell’universo umano. Questo materiale, che raccoglie esperienze arcaiche, è nella persona e fa parte della struttura cerebrale ereditaria. E’ un materiale mitopoietico, che la persona stessa, ritrova nelle fiabe e nei sogni.
Esistono e sono esistite le streghe?
Si.
Esiste il Diavolo?
Si.
Ogni qual volta che albergano ossessioni nelle grandi masse, per espiare angosce profonde, il problema si ripropone in tutta la sua storicità.
Paura, paura, paura.

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